Addey, Mathews, Petit, Spataro, Takashi, Ziga

Come ho raccontato fin dall’inizio, recensisco qui solo quello che finisce nella mia libreria, per le vie più traverse. E anche se ci sono tipici “prodotti editoriali”, nessuno di questi li ritengo semplicemente tali, e spero nelle recensioni di mostrare esplicitamente il perché. Ho deciso da questo post che non è in fondo molto utile a nessuno la distinzione tra saggio e romanzo: non perché non differenti in sé, ovviamente, ma  perché sono parecchi decenni che il romanzo prova a dirci che questa distinzione, soprattutto se preventiva, ci priverebbe di molti saggi più che di buoni romanzi. Quindi qui a bella posta ci sono romanzi di tipo molto classico e libri che non si saprebbe proprio come classificare rigidamente – quindi sono romanzi.

Quindi qui troverete libri molto diversi, ma che per me sono tutte declinazioni perfettamente inscrivibili nella storia del romanzo. Dell’adesione a questa o quella scuola critica non m’interessa: sono un fenomenologo e credo solo al “duck test”: se fa qua qua come una papera, cammina dondolando come una papera, ha le piume come una papera, allora è una papera.
Che siano rivoluzionari o rivoltosi, una cosa è certa: saranno romanzi, qualunque cosa saranno diventati nel frattempo e nonostante – trotzdem – li si dia per morti da un pezzo.

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